Il suicidio è un atto estremamente meditato.
Puoi uccidere qualcun altro, senza mai averci pensato prima, ma non te stesso.
Il suicidio è una molla che ti scatta in testa.
Un pensiero che ti fa sentire leggero come un palloncino, che ti fa volare davvero lontano.
La prima volta è spaventosa, sei triste, deluso, disilluso. Magari tenti di trattenere il respiro. Purtroppo questi tentativi falliscono sempre... maledetto istinto di sopravvivenza.
La seconda volta è consolatoria, stai male ma sai che esiste qualcosa che ti potrebbe fare star meglio. Sei tu a non volerlo fare. Te ne distacchi, quasi indignato; posi la lametta e ti guardi con disprezzo attraverso lo specchio.
La terza volta, eh, ormai sei un habituè. Le terza volta cerchi di distogliere il pensiero, cerchi di pensare a qualcosa di bello. E sei salvo, anche questa volta. Sputi le pillole che hai in bocca, e torni al tuo oblio quotidiano.
Tutte le altre volte dipendono dalla bellezza delle cose a cui riesci a pensare.
L'ultima volta è spaventosa quanto la prima.
Tutti i tuoi pensieri insieme, non valgono la sensazione di tepore che immagini nella morte. Tutti i tuoi prati prendono fuoco. Tutti i tuoi cuccioli muoiono.
Tutte le persone che ti voglio bene o sono state deluse da te, o le hai deluse tu stesso.
L'ultima volta non esiste fiore che ti possa salvare.
In caso contrario, non sarebbe l'ultima volta.
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